Il futuro è già qui.
E la parte interessante è quello che fa di noi.
Fantascienza, cyberpunk, tecnologia, scienza e l'imprevedibile fattore umano.
Cyber is everywhere.
Il fattore umano come possibile forma di resilienza e ribellione cyberpunk.
I nostri corpi, le relazioni, le identità, i desideri — persino la ribellione stessa — possono essere misurati, riprodotti, commercializzati e venduti.
Ma dov'è il punk?
Partendo dal movimento punk del 1977 e muovendosi verso l'immaginario cyberpunk del 2077, questo video-saggio esplora una domanda: cosa significa ribellione all'interno di un sistema capace di assorbire e commercializzare la ribellione stessa?
Attraverso le riflessioni di Umberto Galimberti sulla perdita del futuro, le idee di Walter Benjamin sulla riproducibilità tecnica, l'*Estasi di Santa Teresa* di Gian Lorenzo Bernini e *Questa è l'acqua* di David Foster Wallace, il saggio valuta se il fattore umano — irrazionale, consapevole, unico e talvolta impossibile da ottimizzare — possa esso stesso rappresentare una forma di resistenza.
Forse essere punk in un mondo cyber non significa necessariamente hackerare sistemi o abbattere le grandi corporation.
Forse significa preservare qualcosa che non può essere interamente ridotto a misurazione, efficienza o prezzo.